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La Valigia delle Competenze

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Michela Grana

29 Gennaio 2021 da Michela Grana Lascia un commento

Soft skills, transferable skills

Le soft skills sono molto importanti, non solo per il lavoro, ma per la vita in generale. Recentemente sono state ribattezzate “transferable skills”, nel tentativo di superare le numerose etichette e definizioni.

Le varie definizioni nascono in ambiti diversi che fanno riferimento a specifici contesti o obiettivi: competenze per la vita, per l’apprendimento permanente, per il lavoro, per il volontariato, ecc.

Queste prospettive sottolineano le competenze o aspetti delle competenze che  questi sono peculiari e più adatte ai vari contesti.

Si sta però affermando una prospettiva diversa che sottolinea la trasferibilità delle soft skill, quindi concentrandosi più su ciò che è comune, non sulle specificità. Cioè sul fatto di essere utili in diversi ambiti, almeno per un gruppo minimo di esse.

In questo senso si esprimono il Global Framework on Transferable Skills  e il Comprehensive life skills framework  dell’UNICEF:

“Multiple national, regional and global skills frameworks define general or specific essential skills, or skills that focus on a particular outcome, such as employability or reducing violent behaviour. […]

Rather than attempt to name specific skills in a context of competing definitions, this Framework
advocates for engaging in a process of identifying and analysing a breadth of transferable skills.
The skills selection process in this Framework illustrates and is inspired by a process undertaken in the
MENA-CPF development which identified, defined, and analysed 12 core life skills.”

Dove “life skills are a set of abilities, attitudes and socio-emotional competencies that enable individuals

to learn, make informed decisions and exercise rights to lead a healthy and productive life and subsequently become agents of change.”

Tratto da UNICEF – Comprehensive Life Skills Framework 2019

 

Archiviato in:COMPETENZE, Senza categoria, SOFT SKILLS Contrassegnato con: competenze, competenze trasversali, European key competencies, skills, soft skills

15 Dicembre 2020 da Michela Grana Lascia un commento

Soft skills, skills for life, key competences for LLL

Di Michela Grana e Carmen Bazzano – 

Soft skills, skills for life, key competences for LLL: tante etichette, tanti modelli. Resta il fatto che le competenze “soft” sono sempre più richieste e importanti per far fronte al cambiamento.

Da una ricerca del World Economic Forum – Future of Jobs Report-  nel 2025 tra le 10 top skills per lavoro almeno 7 sono soft skills.

In un mondo in rapido cambiamento sono queste competenze quelle che contano di più.

Ma quali sono? diversi sono i modelli e le denominazioni utilizzate, le definizioni non sono definitive, le competenze sono uniche, ma interrelate e a volte sovrapposte fra loro.

In sintesi alcuni modelli sono illustrati qui sotto.

Ma come valutarle (auto-valutarle),  svilupparle e certificarle? alcune indicazioni di progetti e strumenti qui

OMS, Life skills

1993 OMS (WHO) «LIFE SKILLS» o “skills for life” – competenze per la vita.

«Life skills are abilities for adaptive and positive behaviour, that enable individuals to deal effectively with the demands and challanges of everyday life»

Sviluppate all’interno del Programma per  la salute mentale, nel rapporto “Life skills education for children and adolescents in schools” si dichiara che possono essere molte e diverse da paese  a paese, ma ce ne sono alcune comuni e  fondamentali per lo sviluppo del benessere di bambini e adolescenti.

  • Decision making
  • Problem solving
  • Creative thinking
  • Critical thinking
  • Effective communication
  • Interpersonal relationship skills
  • Self-awareness
  • Empathy
  • Coping with emotions
  • Coping with stress

OECD (OCSE) 2003 – Progetto DeSeCo – The Definition and Selection of key Competencies

Il Progetto DeSeCo è stato promosso dall’OCSE come ampliamento del progetto PISA – Programme for International Student Assessment (competenze di base: lettura, matematica, scienze e problem solving)

«The assessment of student performance in selected school subjects took place with the understanding, though, that students’ success in life depends on a much wider range of competencies”

« Fronteggiare efficacemente richieste e compiti complessi, comporta non solo il possesso di conoscenze e di abilità, ma anche l’uso di strategie e di routine necessarie per l’applicazione di tali conoscenze e abilità, nonché emozioni e atteggiamenti adeguati e un’efficace gestione di tali comportamenti … include componenti cognitive ma anche componenti motivazionali, etiche, sociali e relative ai Comportamenti”.

OCSE (2005) The Definition and Selection of Key Competencies (DeSeCo) – Executive Summary

Individua le seguenti competenze:

Interagire in gruppi sociali eterogenei

  • Relazionarsi in modo adeguato con gli altri
  • Cooperare
  • Gestire e risolvere il conflitto

Agire autonomamente

  • Agire all’interno di ampi contesti
  • Pianificare la vita e i progetti personali
  • Capacità di difendere e affermare i propri diritti, interessi, limiti e bisogni

Usare gli strumenti in modo interattivo

  • Capacità di usare in modo interattivo linguaggio, simboli e testo
  • Capacità di usare in modo interattivo la conoscenza e l’informazione
  • Capacità di usare in modo interattivo la tecnologia.

Key competences for LLL  – Unione Europea

Il dibattito sulle competenze si sviluppa dal 1993, a partire dal Libro Bianco di Delors.

Per le competenze chiave per l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita vengono indicate una prima volta nel 2006  e riviste nel 2018 (COUNCIL RECOMMENDATION of 22 May 2018 on key competences for lifelong learning – 2018/C 189/01)

  1. competenza alfabetica funzionale
  2. competenza multilinguistica
  3. competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria
  4. competenza digitale
  5. competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare
  6. competenza in materia di cittadinanza
  7. competenza imprenditoriale
  8. competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali.

ISFOL, competenze trasversali    

Le competenze si dividono in:

Competenze di base: fondamentali, prerequisiti, “saperi minimi”

Competenze tecnico – specialistiche: relative a saperi, tecniche professionali connesse ad azioni o processi specifici

Competenze trasversali: aspecifiche, altamente trasferibili, relazionali, diagnostiche, d’azione

E le competenze trasversali sono raggruppabili secondo tre assi:

Diagnosticare: prestare attenzione, percepire, rappresentarsi, interpretare, …

Relazionarsi: riconoscere sé e l’altro, ascoltare, comunicare, cooperare, …

Affrontare (coping): assumersi responsabilità, progettare, prendere l’iniziativa, decidere, …

Secondo il modello la prestazione efficace si ottiene quando, alle competenze ( di base, tecnico specialistiche e trasversali) si aggiunge la capacità metacognitiva ( imparare ad imparare)

 

MIUR, competenze di cittadinanza

Nel 2007 il Ministero dell’istruzione hai individuato 8 competenze di cittadinanza che sono riferimento per l’attività scolastica in Italia.

Attualmente per le attività di PCTO (ex alternanza scuola lavoro) si fa riferimento alle competenze chiave europee.

ESCO – UE

Il Progetto ESCO, lanciato nel 2010 dalla DG Employment, Social Affairs and Inclusion – supportata da CEDEFOP (European Centre for the Development of Vocational Training), è una classificazione multi lingua delle occupazioni, qualificazioni, competenze e abilità a livello europeo, che vengono identificate e categorizzate, in 25 lingue europee, in continuo aggiornamento

E’ un sistema informatico di formato aperto, consultabile gratuitamente

Goleman, soft skills e intelligenza emotiva 

Daniel Goleman fa un adattamento delle diverse teorie sull’intelligenza emotiva sottolineando l’impatto dell’intelligenza delle relazioni e concentrando l’attenzione sulle competenze emotive in particolare su come si rivelano importanti nel contesto lavorativo;

Individua:

5 fondamentali dimensioni dell’intelligenza emotiva

25 competenze emotive e sociali che derivano da queste 5 dimensioni

Dimensioni personali: determinano  il modo in cui controlliamo noi stessi

  1. Consapevolezza di sé
  2. Dominio di sé
  3. Motivazione

Dimensioni sociali: determinano il modo in cui gestiamo le relazioni con gli altri

  1. Empatia
  2. Abilità sociali

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29 Settembre 2020 da Michela Grana Lascia un commento

Fashion for education by AfroFashion

Competenze chiave per fashion designers.  Se ne discute alla tavola rotonda Fashion for education (26.09.2020)

 

Interessante conversazione “Fashion for education” promossa da Afro Fashion durante la Afro Fashion Week di Milano 2020 (si può riascoltare qui). Tavola rotonda condotta da Charity Dago, image consultant and visiting professor at Milan’s Accademia del Lusso, con Emanuela Mora (Direttore del Centro per lo studio della moda e della produzione culturale – Università Cattolica),  Adrien Yakimov Roberts (International Director of Education at the Accademia Costume e Moda), Paul Henri Assako (Director of Laba Douala) and Edward Buchanan (Creative Director of SANSOVINO 6).

La Afro Fashion Week acquista sempre più spazio, con sponsor istituzionali, e non abbandona l’impostazione originale: accanto ad una intensissima azione di networking e alla promozione delle creazioni di giovani stilisti africani, Afro Fashion ha sempre dato spazio alla riflessione e al confronto.

Soft skills: competenze per fashion designers e non solo.

Al centro della conversazione “Fashion for education” le competenze per fashion designer e per le altre figure di questa importante industria.

Anche in questo caso emergono prepotentemente le soft skills che sono ormai irrinunciabili: comunicazione, teamwork, cultural diversity. Il tutto declinato al digitale. La pandemia ha accelerato e sottolineato l’importanza di saper usare i mezzi di comunicazione online e di saper lavorare in team anche a distanza.

Il tema della varietà culturale, poi, apre orizzonti che richiedono approcci creativi e nuovi.

Archiviato in:Certificazione delle Competenze Contrassegnato con: afrofashion, competenze digitali, competenze trasversali, Fashion, giovani, skills, soft skills

3 Settembre 2020 da Michela Grana Lascia un commento

Le competenze come chiave per il reinserimento sociale e lavorativo

Due progetti europei che mettono al centro le competenze come strumento di reinserimento sociale dei detenuti

Nuove e solide competenze sono la chiave per il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti per i progetti “Skills for Freedom”, promosso da Arci Liguria e concluso, e “3Djail-Printing the future”, promosso dalla Bottega Solidale di Genova e ancora in corso, entrambi finanziati da Erasmus+ e realizzati con un ampio partenariato europeo.

Questi progetti si focalizzano sia sullo sviluppo di competenze degli operatori delle associazioni che operano nei penitenziari sia su quelle dei detenuti stessi, il primo concentrandosi su competenze artistiche e artigianali, il secondo su competenze tecniche piuttosto all’avanguardia (stampa 3D).

Lasciando ai relativi siti l’illustrazione di tutte le attività e i risultati dei progetti, qui mi interessano due argomenti: le soft skills e la certificazione delle competenze.

Anche se non erano al centro dei progetti, seppur citate negli obiettivi, le soft skills sono emerse come elemento imprescindibile e cruciale per l’inclusione sociale e lavorativa. In particolare, nelle proposte formative più legate al mondo artistico, è emerso come le soft skills venissero sviluppate attraverso di esse e come fossero complementari per l’apprendimento, ma soprattutto l’esercizio, di quelle più tecniche.

Tuttavia, si è riproposta la problematica della definizione, valutazione e riconoscimento di queste competenze che conducono al secondo punto: la certificazione, delle competenze professionali e delle soft skills.

In questi progetti risulta chiaramente l’importanza di un riconoscimento delle competenze, possibilmente “trasferibile” ossia riconosciuto dai diversi sistemi e nei diversi paesi, che si scontra con la frammentazione dei sistemi sia a livello nazionale che europeo. Al riconoscimento tra sistemi si aggiunge quello del mercato del lavoro: l’importanza delle competenze è dichiarato da ogni parte, ma non è così direttamente legata alle certificazioni.

Si spera che con l’impegno e l’indirizzo europeo (cfr. strumenti di trasparenza europei https://ec.europa.eu/ploteus/documentation, tra cui ESCO https://ec.europa.eu/esco/portal/home) aumentino e si semplifichino le modalità per il riconoscimento delle competenze acquisite sia in ambito formale che in quello informale e non formale.

Link ai progetti

http://www.skills4freedom.eu/

https://3djail.eu/it/

 

 

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15 Luglio 2020 da Michela Grana Lascia un commento

Il Fondo Nuove Competenze nel Decreto Rilancio

Il Decreto Rilancio post Covid prevede all’ Art.88 – Fondo Nuove Competenze – la possibilità di realizzare specifiche intese di rimodulazione dell’orario di lavoro per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa, con le quali parte dell’orario di lavoro viene finalizzato a percorsi formativi i cui costi, comprensivi di tutti gli oneri, anche contributivi,  saranno a carico di un nuovo Fondo Anpal di 230 milioni di Euro.

L’utilizzo del Fondo potrà essere integrato da altre risorse, comprese quelle derivanti da Programmi Operativi Nazionali e Regionali di Fondo Sociale Europeo e dai Fondi Paritetici Interprofessionali.

Un’occasione per avviare progetti integrati di formazione e di certificazione delle competenze per gli occupati in possesso di esperienze qualificate?

Leggi il testo completo:

Decreto Rilancio – luglio 2020

8 luglio 2020

Nicoletta Piccardo

Archiviato in:News Contrassegnato con: decreto, post covid, rilancio

5 Giugno 2018 da Michela Grana Lascia un commento

Capoeira à la Une: quasi al termine di un’ esperienza profonda

Immergersi nel mondo della Capoeira, per chi non la conosca, è già di per sè un’esperienza ricca di sorprese; ma farlo quando un gruppo di esperti Capoiristi si accingono a trovare un punto di collegamento tra sistemi formali e non formali di apprendimento per valorizzare questi ultimi sperimentandosi su un pubblico di giovani a rischio di esclusione sociale, allora il viaggio diventa avventuroso!

In questo progetto ho visto organizzazioni, molto diverse per tradizione, impostazione, nazionalità, esperienze dei singoli, tentare di trovare un punto di incontro, superando barriere e pregiudizi, con una disponibilità al dialogo e al confronto – anche duro – che non avevo visto in altri contesti. Il tutto condito da moltissime esperienze concrete con gruppi difficili per condizioni sociali, mix culturale, handicap, che mettono in evidenza le grandi potenzialità formative di un’arte, come quella della Capoeira, che sollecita una molteplicità di abilità offrendo qualcosa di interessante e coinvolgente per gli individui più diversi.

Il tutto permeato da una filosofia di base che si alimenta nelle racidi di questa arte, come lotta per la libertà e affermazione di uguaglianza tra gli uomini. La trasposizione in Europa di questa danza-lotta Brasiliana non perde la sua forza, il grande valore civico e di formazione per i giovani.

Il progetto ha permesso di riflettere sulle potenzialità di formazione delle competenze trasversali  (competenze chiave europee) per i giovani con minori opportunità e sulla valorizzazione dei formatori attraverso la costruzione e la sperimentazione di un processo di certificazione.

 Sito del progetto

Link all’evento facebook

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