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La Valigia delle Competenze

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Certificazione delle Competenze

3 Novembre 2020 da Nicoletta Piccardo Lascia un commento

Soft Skills e competenze chiave: da dove nascono?

SOFT SKILLS FOR LIFE – ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’

Le “Soft Skills for Life” sono state pubblicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità  nel 1993, intese come le competenze/abilità necessarie per affrontare le sfide e le difficoltà generali della vita umana.

(Organizzazione Mondiale della Sanità, Bollettino “Skills for Life”, n.1, 1992)

ECCO LE SOFT SKILLS OMS

  1. Problem Solving che attiva la capacità di confrontarsi attivamente con i problemi e i conflitti, siano essi personali o relazionali, evitando di lasciarli irrisolti e di accumulare di conseguenza stress mentale e tensioni fisiche inutili.
  2. Creatività, che consente di attivare l’immaginazione per esplorare varie possibili risposte ai problemi di ogni giorno. Più in generale, è una risorsa necessaria ad affrontare il quotidiano con flessibilità e originalità, introducendo elementi di novità, sviluppando visioni capaci di andare oltre l’esperienza diretta e oltre il conosciuto.
  3. Pensiero Critico ossia la capacità di elaborare giudizi , su di sé e sull’ambiente, con obiettività e autonomia. Aiuta a riconoscere, discernere e valutare i fattori che influenzano le proprie idee, le scelte individuali e i comportamenti e ad assumere rispetto ad essi una posizione libera e consapevole.
  4. Comunicazione Efficace ossia l’abilità di esprimersi in modo chiaro ed efficace (quindi con congruenza fra messaggi verbali e non verbali) e in modo adeguato rispetto al contesto (quindi in diverse situazioni, in diverse culture). Significa saper esprimere opinioni e desideri, ma anche bisogni e sentimenti.
  5. Competenza Relazionale, ossia la capacità di relazionarsi con gli altri in modo costruttivo, creando e mantenendo relazioni positive e significative in ambito familiare e sociale. Questa abilità incide fortemente sul benessere psicofisico e sociale. E’ anche la capacità di porre fine alle relazioni in maniera costruttiva.
  6. Autoconsapevolezza intesa come la conoscenza di sé e il riconoscimento dei propri pensieri , del proprio pensiero, del proprio linguaggio, delle proprie azioni. E’ anche la conoscenza del proprio carattere, con i suoi punti di forza e di debolezza, è la capacità di riconoscere i propri vissuti, sentimenti bisogni, gusti aspirazioni. E’ la base per una relazione armonica con se stessi e con gli altri e un prerequisito indispensabile per tutte le altre abilità.
  7. Empatia, intesa come la capacità di ascoltare e di immedesimarsi negli altri per comprenderli nei loro sentimenti, pensieri, preoccupazioni e difficoltà. Contribuisce a migliorare le relazioni sociali ridimensionando le tendenze individualistiche e narcisistiche e favorendo l’apertura alla diversità e allo scambio, la disposizione al contatto umano e alla solidarietà.
  8. Gestione delle emozioni, ossia riconoscimento delle emozioni in sé stessi e negli altri, la capacità di regolarle in modo appropriato e la consapevolezza della relazione /distinzione tra emozioni e comportamento.
  9. Gestione dello stress, ovvero l’abilità di riconoscere le fonti di stress presenti nella vita quotidiana, di individuarne gli effetti su di sé e la capacità di regolare, dove possibile, il livello di tensione e attivazione.
  10. Capacità di prendere decisioni, intesa come la capacità di prendere decisioni in modo costruttivo, valutando le opzioni possibili, soppesando le conseguenze delle proprie scelte e assumendosi la responsabilità delle proprie sceltesui processi dell’istruzione e di apprendimento.

competenza

COMPETENZE CHIAVE IN EUROPA

Nel corso degli anni la suggestione OMS ha avuto un lungo percorso a livello europeo e nazionale fino a giungere alla pubblicazione nel 2018 dell’ “European Framework for Key Competencies for Lifelong Learning”  EUROPEAN FRAMEWORK e al continuo aggiornamento del Quadro ESCo, classificazione multilingue delle qualifiche, competenze, abilità e professioni in Europa, tra le quali anche le soft skills.  PORTALE ESCO

COMPETENZE CHIAVE IN ITALIA

In Italia le competenze chiave o soft skills sono state assunte dal Miur con il Decreto Ministeriale 139/2007  DECRETO MINISTERIALE MIURe sono descritte nel seguente modo:

ECCO LE COMPETENZE CHIAVE PER L’ITALIA

  • Imparare ad imparare: organizzare il proprio apprendimento, individuando, scegliendo ed utilizzando varie fonti e varie modalità di informazione e di formazione (formale, non formale ed informale), anche in funzione dei tempi disponibili, delle proprie strategie e del proprio metodo di studio e di lavoro.
  • Progettare: elaborare e realizzare progetti riguardanti lo sviluppo delle proprie attività di studio e di lavoro, utilizzando le conoscenze apprese per stabilire obiettivi significativi e realistici e le relative priorità, valutando i vincoli e le possibilità esistenti, definendo strategie di azione e verificando i risultati raggiunti.
  • Comunicare
    • comprendere messaggi di genere diverso (quotidiano, letterario, tecnico, scientifico) e di complessità diversa, trasmessi utilizzando linguaggi diversi (verbale, matematico, scientifico, simbolico, ecc.) mediante diversi supporti (cartacei, informatici e multimediali)
    • rappresentare eventi, fenomeni, principi, concetti, norme, procedure, atteggiamenti, stati d’animo, emozioni, ecc. utilizzando linguaggi diversi (verbale, matematico, scientifico, simbolico, ecc.) e diverse conoscenze disciplinari, mediante diversi supporti (cartacei, informatici e multimediali).
  • Collaborare e partecipare: interagire in gruppo, comprendendo i diversi punti di vista, valorizzando le proprie e le altrui capacità, gestendo la conflittualità, contribuendo all’apprendimento comune ed alla realizzazione delle attività collettive, nel riconoscimento dei diritti fondamentali degli altri.
  • Agire in modo autonomo e responsabile: sapersi inserire in modo attivo e consapevole nella vita sociale e far valere al suo interno i propri diritti e bisogni riconoscendo al contempo quelli altrui, le opportunità comuni, i limiti, le regole, le responsabilità.
  • Risolvere problemi: affrontare situazioni problematiche costruendo e verificando ipotesi, individuando le fonti e le risorse adeguate, raccogliendo e valutando i dati, proponendo soluzioni utilizzando, secondo il tipo di problema, contenuti e metodi delle diverse discipline.
  • Individuare collegamenti e relazioni: individuare e rappresentare, elaborando argomentazioni coerenti, collegamenti e relazioni tra fenomeni, eventi e concetti diversi, anche appartenenti a diversi ambiti disciplinari, e lontani nello spazio e nel tempo, cogliendone la natura sistemica, individuando analogie e differenze, coerenze ed incoerenze, cause ed effetti e la loro natura probabilistica.
  • Acquisire ed interpretare l’informazione: acquisire ed interpretare criticamente l’informazione ricevuta nei diversi ambiti ed attraverso diversi strumenti comunicativi, valutandone l’attendibilità e l’utilità, distinguendo fatti e opinioni.

Lo studio e la ricerca si sono occupate in modo continuo ed intenso di approfondire il senso e la reale applicazione di tali competenze, con un focus, ancora irrisolto, sulle metodologie di valutazione del loro possesso da parte degli individui.

LA COMPETENZA GREEN COME SOFT SKILL

La riflessione oggi si apre ad un’ulteriore competenza che appare talora come professionale e, in altri contesti, come trasversale.

Parliamo delle competenze “green” intorno alle quali si aprono gli scenari futuri. Si tratta di soft skills?

Leggi l’articolo  Competenze green e green Jobs

 

 

 

 

 

 

 

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6 Ottobre 2020 da Nicoletta Piccardo Lascia un commento

Manager e mentori per i millennials

Manager e mentori

“Millennials want to know that their work matters — they want to feel challenged, inspired and valued”. Un articolo di questa estate, nel pieno della “apparente liberazione” post Covid, aveva suscitato molto interesse  e commenti. L’articolo, di Sonali Verghese,  ci dice che i ” I giovani vogliono sapere che il loro lavoro importa (ha senso?) e vogliono sentirsi ingaggiati, inspirati e valutati. Una domanda si pone: il senso di ciò che si fa, il sentirsi ingaggiati, inspirati e valutati è un problema solo dei giovani o di tutti coloro che sentono di esprimere ed agire una competenza? o forse l’autrice ci vuole dire che le persone “diversamente giovani” hanno rinunciato a questi quattro orizzonti di comprensione del senso del loro lavoro?

Telemaco in attesa del ritorno

Manager

Il Dizionario Coletti ci dice che un manager è “persona che coordina un’azienda o un suo settore avendo spesso anche mansioni di direzione e organizzazione nei confronti dell’attività di altri e potere decisionale nella conduzione dell’impresa”

Mentore

Il Mentore, nome che ricorda il fidato precettore di Telemaco, figlio di Ulisse, indica invece un “consigliere saggio e fidato, cui è riconosciuta una sorta di autorità paterna”.

Abbiamo bisogno di mentori ?

Certo, abbiamo sempre più bisogno di consiglieri saggi e fidati, che grazie all’esperienza professionale e alla maturità umana possano accompagnare i nostri giovani nella loro crescita.  Guardando indietro, nella mia esperienza professionale, ne ho avuto molti. Questa è infatti la responsabilità degli adulti. Una competenza trasversale particolare che anche chi segue le attività di validazione e certificazione delle competenze deve assolutamente possedere.

Però….

Essere manager o mentori non dipende dal contenuto del lavoro. Un ottimo manager, se lo è per davvero, è anche un ottimo “mentore”. Desidera che i giovani imparino e crescano e non è geloso dei loro successi.  Un ottimo mentore potrebbe essere un pessimo manager perchè la crescita dei giovani dipende sempre dalla crescita dell’azienda in cui si lavora.

 Sul concetto di competenza
https://www.valcompetenze.it/wp-admin/post.php?post=612&action=edit
Leggi l’articolo completo di Sonali Verghese

https://medium.com/swlh/millennials-want-mentors-not-managers-7f35879c3061

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29 Settembre 2020 da Michela Grana Lascia un commento

Fashion for education by AfroFashion

Competenze chiave per fashion designers.  Se ne discute alla tavola rotonda Fashion for education (26.09.2020)

 

Interessante conversazione “Fashion for education” promossa da Afro Fashion durante la Afro Fashion Week di Milano 2020 (si può riascoltare qui). Tavola rotonda condotta da Charity Dago, image consultant and visiting professor at Milan’s Accademia del Lusso, con Emanuela Mora (Direttore del Centro per lo studio della moda e della produzione culturale – Università Cattolica),  Adrien Yakimov Roberts (International Director of Education at the Accademia Costume e Moda), Paul Henri Assako (Director of Laba Douala) and Edward Buchanan (Creative Director of SANSOVINO 6).

La Afro Fashion Week acquista sempre più spazio, con sponsor istituzionali, e non abbandona l’impostazione originale: accanto ad una intensissima azione di networking e alla promozione delle creazioni di giovani stilisti africani, Afro Fashion ha sempre dato spazio alla riflessione e al confronto.

Soft skills: competenze per fashion designers e non solo.

Al centro della conversazione “Fashion for education” le competenze per fashion designer e per le altre figure di questa importante industria.

Anche in questo caso emergono prepotentemente le soft skills che sono ormai irrinunciabili: comunicazione, teamwork, cultural diversity. Il tutto declinato al digitale. La pandemia ha accelerato e sottolineato l’importanza di saper usare i mezzi di comunicazione online e di saper lavorare in team anche a distanza.

Il tema della varietà culturale, poi, apre orizzonti che richiedono approcci creativi e nuovi.

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20 Settembre 2020 da Nicoletta Piccardo Lascia un commento

Il concetto di competenza: validazione e certificazione

La competenza
Il concetto di competenza

competenze

Il concetto di competenza è definito all’interno dell’Accordo Quadro Stato-Regioni del 20 dicembre 2012, assunto dalla Legge 92/2012 e trasferito poi nel citato  DLGs 13/2013.

La competenza è “la comprovata capacità di utilizzare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e personale”.

Cosa è la competenza?

La competenza, così come sopra definita, e senza entrare nel merito del dibattito scientifico, molto critico al riguardo, rappresenta il bagaglio che ciascun individuo costruisce e perfeziona in vari modi, attraverso processi di apprendimento formali, non formali e informali che ricordiamo sono rappresentati da:

Apprendimento formale

“apprendimento erogato in un contesto organizzato e strutturato, appositamente progettato come tale (in termini di obiettivi di apprendimento e tempi o risorse per l’apprendimento). L’apprendimento formale è intenzionale dal punto di vista del discente. Di norma sfocia in una convalida e in una certificazione”. Ancor più precisamente “per apprendimento formale si intende quello che si attua nel sistema di istruzione e formazione e nelle università e istituzioni di alta formazione artistica, musicale o coreutica, e che si conclude con il conseguimento di un titolo di studio o di una qualifica o diploma professionale, conseguiti anche in apprendistato a norma del testo unico di cui al Dlgs 167/2011 o di una certificazione riconosciuta ;

Apprendimento non formale

“apprendimento caratterizzato da una scelta intenzionale della persona, che si realizza al di fuori dei sistemi indicati al comma 52, in ogni organismo che persegua scopi educativi e formativi, anche del volontariato, del servizio civile nazionale e del privato sociale e nelle imprese”;

Apprendimento informale

“apprendimento che, anche a prescindere da una scelta intenzionale, si realizza nello svolgimento, da parte di ogni persona, di attività nelle situazioni di vita quotidiana e nelle interazioni che in essa hanno luogo, nell’ambito del contesto di lavoro, familiare e del tempo libero”

 

Un’Associazione nazionale si occupa di approfondire queste tematiche. Leggi qualcosa di più   sull’Officina delle Competenze

 

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7 Settembre 2020 da Nicoletta Piccardo Lascia un commento

Corso di formazione cittadinanza attiva e politica

Al via a novembre 2020  III edizione del Corso di cittadinanza attiva e politica “Poliedri” rivolto a giovani e giovani adulti interessati al bene collettivo e all’acquisizione di competenze specifiche per poter operare con serietà nel proprio ruolo politico o nell’impegno sociale più in generale. Il corso è organizzato dall’Associazione Poliedri di cui sono Presidente  con attività in presenza e in streaming on line.

il Calendario di dettaglio e le opinioni di chi ha partecipato su:

http://www.poliedri.it

Nicoletta Piccardo

settembre 2020

 

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3 Settembre 2020 da Michela Grana Lascia un commento

Le competenze come chiave per il reinserimento sociale e lavorativo

Due progetti europei che mettono al centro le competenze come strumento di reinserimento sociale dei detenuti

Nuove e solide competenze sono la chiave per il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti per i progetti “Skills for Freedom”, promosso da Arci Liguria e concluso, e “3Djail-Printing the future”, promosso dalla Bottega Solidale di Genova e ancora in corso, entrambi finanziati da Erasmus+ e realizzati con un ampio partenariato europeo.

Questi progetti si focalizzano sia sullo sviluppo di competenze degli operatori delle associazioni che operano nei penitenziari sia su quelle dei detenuti stessi, il primo concentrandosi su competenze artistiche e artigianali, il secondo su competenze tecniche piuttosto all’avanguardia (stampa 3D).

Lasciando ai relativi siti l’illustrazione di tutte le attività e i risultati dei progetti, qui mi interessano due argomenti: le soft skills e la certificazione delle competenze.

Anche se non erano al centro dei progetti, seppur citate negli obiettivi, le soft skills sono emerse come elemento imprescindibile e cruciale per l’inclusione sociale e lavorativa. In particolare, nelle proposte formative più legate al mondo artistico, è emerso come le soft skills venissero sviluppate attraverso di esse e come fossero complementari per l’apprendimento, ma soprattutto l’esercizio, di quelle più tecniche.

Tuttavia, si è riproposta la problematica della definizione, valutazione e riconoscimento di queste competenze che conducono al secondo punto: la certificazione, delle competenze professionali e delle soft skills.

In questi progetti risulta chiaramente l’importanza di un riconoscimento delle competenze, possibilmente “trasferibile” ossia riconosciuto dai diversi sistemi e nei diversi paesi, che si scontra con la frammentazione dei sistemi sia a livello nazionale che europeo. Al riconoscimento tra sistemi si aggiunge quello del mercato del lavoro: l’importanza delle competenze è dichiarato da ogni parte, ma non è così direttamente legata alle certificazioni.

Si spera che con l’impegno e l’indirizzo europeo (cfr. strumenti di trasparenza europei https://ec.europa.eu/ploteus/documentation, tra cui ESCO https://ec.europa.eu/esco/portal/home) aumentino e si semplifichino le modalità per il riconoscimento delle competenze acquisite sia in ambito formale che in quello informale e non formale.

Link ai progetti

http://www.skills4freedom.eu/

https://3djail.eu/it/

 

 

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