• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina

La Valigia delle Competenze

  • Home Page
  • Chi siamo
    • Michela Grana
    • Nicoletta Piccardo
  • Certificazione delle Competenze
  • Formazione
  • Valutazione
  • Tutti gli articoli
  • Contatti

Formazione

8 Marzo 2021 da Nicoletta Piccardo Lascia un commento

IL GREEN SARA’ DONNA?

In questa giornata di “festeggiamenti” viene da pensare al cuore della questione. Si festeggia un sesso contro un altro o si vuole portare alla luce il valore del “femminino” nel suo significato più autentico? Se guardiamo alle donne che hanno saputo davvero valorizzare le proprie competenze, avere successo, in tutti i campi, vediamo un aspetto particolare. Molto specifico. Le donne sanno aver “cura” meglio dei loro amici maschi. In senso ampio e generale. Uno sguardo orizzontale al contesto in cui vivono. Il green sarà donna?

AVER CURA

E’ indiscutibile che, anche in condizioni di “cura” forzata dalla necessità, dai vincoli, dal perdurante maschilismo, presenti in molti ambienti e culture, le donne non si sottraggono a questo duro e faticoso compito.

Nelle aziende, laddove abbiamo donne al “comando”, donne che non fingono di essere uomini, si assiste ad un cambiamento interno, ad un clima di maggiore attenzione e cura delle persone.

GREEN CARE

In questa giornata di “festeggiamenti”,  sorge quindi naturale l’augurio che le donne vogliano e sappiano impadronirsi del sapere e, conseguentemente, delle leve economiche e scientifiche per essere attrici nello scenario che si apre davanti a noi. Il “Green” è fatto di conoscenze, di strategie, di Recovery Plan, di risorse economiche, ma è sopratutto una questione di “cura” dell’ambiente che ci circonda, di mediazione tra interessi ed esigenze diverse,  di multitasking, di capacità visionaria. E le donne lo fanno meglio. Insieme a tutti gli altri, ma meglio..

 

 

 

 

Approfondisci

Rilanciare l’economia e l’occupazione in Italia

 

 

 

Archiviato in:COMPETENZE, Formazione Contrassegnato con: bene pubblico, European key competencies, Green Economy, Green new Deal

3 Novembre 2020 da Nicoletta Piccardo Lascia un commento

Competenze green e green Jobs: Rapporto Unioncamere Excelsior 2019

“Un numero crescente di imprese è alla ricerca di profili professionali, da inserire in azienda, capaci di lavorare con strumenti e prodotti collegati all’ecosostenibilità. È una domanda trasversale che riguarda tutti i profili professionali”.

Parliamo quindi di competenze green e Green Jobs…

Di quali figure si tratta?

  • Green-Job high activation skills: sono Green Jobs per i quali viene richiesta un’alta attitudine green tale da innescare le competenze green a supporto della Green Economy come supplier (ad es. i tecnici e gli ingegneri meccanici, gli ingegneri edili e ambientali);
  • Green-Job low activation skills: sono professioni Green per le quali viene richiesta una minore attitudine green che non è in grado di innescare completamente le competenze che quindi hanno un rapporto con la Green Economy più da user e modestamente da supplier;
  • Other Job (O-Job) activation skills: non sono Green Jobs e quindi non possiedono le competenze in grado di essere dei supplier alle tecnologie legate alla Green Economy, tuttavia con vario grado sono degli utilizzatori di strumenti, regole e prassi utili a supportare un approccio green all’interno delle imprese

Sensibilità all’impatto ambientale

Dallo studio, pubblicato a luglio 2020,  emerge come  la richiesta di attitudine al risparmio energetico e la sensibilità alla riduzione dell’impatto ambientale delle attività aziendali venga ritenuta necessaria per l’assunzione per l’80,5% delle assunzioni di Green Jobs previste dalle aziende e di elevata importanza per il 38,9%. Inoltre, tali valori non sono molto distanti da quanto registrato per le professioni non green, per cui l’attitudine green è necessaria per il 78,5% e richiesta con grado elevato per il 37,9%. Questo risultato rispecchia la pervasività delle competenze legate alla sostenibilità ambientale che vengono richieste sempre più frequentemente a tutte le figure professionali.

In analogia con quanto registrato per le altre professioni, le soft skills soft skills e competenze chiave sono le competenze maggiormente richieste. La flessibilità e l’adattamento sono ritenute molto importanti per il 65% delle assunzioni relative alle professioni “verdi”, seguono la capacità di lavorare in gruppo con il 49,5%. Il dato interessante è il forte collegamento tra il possesso di tali competenze e la competenza “green” come se questa fosse un anello di congiunzione fra le competenze “soft” e quelle “hard”, fra ciò che è trasversale, e quindi adatto e necessario a tutte le professioni, e ciò che è più specifico per alcune anziché per altre.

Fabbisogni occupazionali green jobs

Dal Rapporto emerge come nel 2019 i fabbisogni occupazionali programmati dalle imprese abbiano coinvolto circa 1,6 milioni di occupazioni green, pari al 34,7% delle entrate totali mappate dall’Indagine Excelsior.

In particolare, le incidenze maggiori di flussi di Green Jobs per l’industria si rilevano nella meccanica (84,4%), nelle costruzioni (82%), nelle public utilities (80,7%), nella metallurgia (78,4%) e nelle industrie elettriche ed elettroniche (76,8%). Inoltre, si segnala come il settore delle costruzioni assorba il 19% delle entrate di professioni Green, pari a 305mila unità nel 2019. Questa tendenza nel settore delle costruzioni sarà sicuramente aumentata dall’intervento statale del Superbonus 110% previsto dal Decreto Rilancio post emergenza Covid.

Per quanto riguarda i servizi, i trasporti e la logistica presentano l’incidenza più elevata di entrate di personale green, il 71,1%, richiedendo oltre 258mila unità tra i Green Jobs, ben il 16,1% del totale. Infatti, il settore dei trasporti sarà sempre più strategico per la Green Economy considerando le attività legate all’aumento dell’efficienza e/o alla riduzione dell’impatto ambientale di vari modi di trasporto, inclusi autotrasporti e trasporto di massa.

La difficoltà di reclutamento di personale idoneo sembra essere un aspetto caratterizzante per i Green Jobs, riguardando il 33,8% delle entrate programmate di questo gruppo, contro il 22,4% delle altre professioni.

I risultati del Sistema Informativo Excelsior per il 2019 mettono in evidenza quindi  che l’attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale ricopre un ruolo molto importante nelle richieste delle imprese: al 79,2% dei 4,6 milioni di entrate programmate dalle imprese, vale a dire per 3,7 milioni di posizioni, la competenza green è considerata necessaria per svolgere la propria professione, e per il 38,3% delle entrate totali, vale a dire 1,8 milioni di posizioni, il grado di importanza di questa competenza è considerato elevato.

Impatto Green Economy sullo sviluppo delle competenze

È dunque sempre più importante capire  l’impatto della Green Economy nelle richieste  poste dalle imprese sia in termini di figure professionali maggiormente interessate che di livelli di istruzione e formazione ricercati per le nuove entrate. Ciò che emerge dalla lettura complessiva dei dati del Sistema Informativo Excelsior è che la Green Economy richiede sempre più a tutte le figure professionali competenze e abilità specifiche – green skills – capaci di corrispondere pienamente alla sfida di cogliere le opportunità offerte dalla riconversione in chiave sostenibile del sistema produttivo. Il cambiamento che sta investendo il mercato nel lavoro non riguarda tanto la creazione e/o attivazione di nuovi Green Jobs, quanto la richiesta di nuove abilità che interessano tutte le figure professionali (o almeno molte di esse), affinché sviluppino competenze nuove.

Professioni richieste

Tra le professioni alle quali le imprese richiedono competenze green con un grado elevato di importanza, si posizionano ai primi posti i “tecnici della produzione e preparazione alimentare” (70,7% del totale delle entrate programmate nel 2019), i “tecnici delle costruzioni civili e professioni assimilate” (69,4%) e i “tecnici della gestione di cantieri edili” (64,5%). Sono in tutto 16 le figure che si caratterizzano per una richiesta di competenza green con elevata importanza da parte delle imprese superiore al 50%.

Il fatto che per così tante professioni sia ricercata questa attitudine alla sostenibilità non solo evidenzia la trasformazione capillare di intere filiere – avvenuta o ancora in corso – ma anche un adattamento culturale che rivela come si tratti, a più livelli, di una trasformazione che va ben oltre il mercato del lavoro e del rapporto impresa-cittadini, che coinvolge la sfera degli stili di vita e degli interessi personali.

La Green Economy impatta quindi sul mercato del lavoro richiedendo specifiche competenze ambientali. In questo scenario, rivestono un ruolo centrale le politiche relative all’occupazione, alla formazione e all’aggiornamento delle figure professionali, necessarie per favorire e accompagnare una maggiore occupabilità di chi è alla ricerca del primo impiego, nonché la riqualificazione e riconversione della forza lavoro presente in azienda. Inoltre, i cambiamenti del mercato del lavoro sono così rapidi che richiedono un sistema di orientamento altrettanto reattivo. Più in generale, si rende necessario un cambio culturale rivolto verso lo sviluppo sostenibile, considerato che il passaggio verso un modello sostenibile avviene attraverso le persone, come dimostra anche l’elevata domanda di competenze green da parte delle imprese.

Necessità di percorsi formativi e di educazione ambientale

Il rapporto si conclude evidenziando la necessità, considerata la pervasività e la portata dei fenomeni in atto, di percorsi formativi di specializzazione per i nuovi Green Jobs e per il reskilling delle professioni “tradizionali”, ma anche di iniziative volte a  facilitare il cambiamento introducendo già dai primi gradi di istruzione l’educazione allo sviluppo sostenibile.

Per approfondire

rapporto Unioncamere Excelsior 2019 – competenze Green

O*NET Resource Center

 

 

Archiviato in:COMPETENZE, Formazione Contrassegnato con: ambiente, competenze, competenze di cittadinanza, competenze trasversali, European key competencies, Green Economy, green jobs, Green new Deal, soft skills

6 Ottobre 2020 da Nicoletta Piccardo Lascia un commento

Manager e mentori per i millennials

Manager e mentori

“Millennials want to know that their work matters — they want to feel challenged, inspired and valued”. Un articolo di questa estate, nel pieno della “apparente liberazione” post Covid, aveva suscitato molto interesse  e commenti. L’articolo, di Sonali Verghese,  ci dice che i ” I giovani vogliono sapere che il loro lavoro importa (ha senso?) e vogliono sentirsi ingaggiati, inspirati e valutati. Una domanda si pone: il senso di ciò che si fa, il sentirsi ingaggiati, inspirati e valutati è un problema solo dei giovani o di tutti coloro che sentono di esprimere ed agire una competenza? o forse l’autrice ci vuole dire che le persone “diversamente giovani” hanno rinunciato a questi quattro orizzonti di comprensione del senso del loro lavoro?

Telemaco in attesa del ritorno

Manager

Il Dizionario Coletti ci dice che un manager è “persona che coordina un’azienda o un suo settore avendo spesso anche mansioni di direzione e organizzazione nei confronti dell’attività di altri e potere decisionale nella conduzione dell’impresa”

Mentore

Il Mentore, nome che ricorda il fidato precettore di Telemaco, figlio di Ulisse, indica invece un “consigliere saggio e fidato, cui è riconosciuta una sorta di autorità paterna”.

Abbiamo bisogno di mentori ?

Certo, abbiamo sempre più bisogno di consiglieri saggi e fidati, che grazie all’esperienza professionale e alla maturità umana possano accompagnare i nostri giovani nella loro crescita.  Guardando indietro, nella mia esperienza professionale, ne ho avuto molti. Questa è infatti la responsabilità degli adulti. Una competenza trasversale particolare che anche chi segue le attività di validazione e certificazione delle competenze deve assolutamente possedere.

Però….

Essere manager o mentori non dipende dal contenuto del lavoro. Un ottimo manager, se lo è per davvero, è anche un ottimo “mentore”. Desidera che i giovani imparino e crescano e non è geloso dei loro successi.  Un ottimo mentore potrebbe essere un pessimo manager perchè la crescita dei giovani dipende sempre dalla crescita dell’azienda in cui si lavora.

 Sul concetto di competenza
https://www.valcompetenze.it/wp-admin/post.php?post=612&action=edit
Leggi l’articolo completo di Sonali Verghese

https://medium.com/swlh/millennials-want-mentors-not-managers-7f35879c3061

Archiviato in:Certificazione delle Competenze, Formazione Contrassegnato con: certificazione, certificazione delle competenze, competenze, competenze trasversali

7 Settembre 2020 da Nicoletta Piccardo Lascia un commento

Corso di formazione cittadinanza attiva e politica

Al via a novembre 2020  III edizione del Corso di cittadinanza attiva e politica “Poliedri” rivolto a giovani e giovani adulti interessati al bene collettivo e all’acquisizione di competenze specifiche per poter operare con serietà nel proprio ruolo politico o nell’impegno sociale più in generale. Il corso è organizzato dall’Associazione Poliedri di cui sono Presidente  con attività in presenza e in streaming on line.

il Calendario di dettaglio e le opinioni di chi ha partecipato su:

http://www.poliedri.it

Nicoletta Piccardo

settembre 2020

 

Archiviato in:Certificazione delle Competenze, Formazione Contrassegnato con: competenze trasversali, formazione, giovani, politica

7 Settembre 2020 da Nicoletta Piccardo Lascia un commento

Catalogo formativo ad accesso gratuito per occupati e disoccupati

Regione Liguria, nell’ambito della programmazione europea FSE 2014-2020, promuove e finanzia il  Catalogo regionale di offerta formativa ad accesso individuale, attivato da ALFA (Agenzia regionale per il Lavoro, la Formazione e l’Accreditamento). Il Catalogo comprende attività formative specifiche per disoccupati e occupati, tramite il sistema dei voucher formativi.

Centinaia di corsi di durata diversificata in funzione dell’utenza e per tutti i settori produttivi. Un’occasione abbastanza unica, nel quadro dell’emergenza Covid, per favorire la specializzazione e l’aggiornamento  e aumentare le opportunità occupazionali.

I corsi sono visibili a link http://www.formazionelavoro.regione.liguria.it/offerta-formativa-accesso-individuale.html

In particolare segnaliamo i corsi sulla progettazione europea e di aggiornamento sulla normativa ambientale organizzati da Ticass SCRL e alla cui progettazione e coordinamento abbiamo collaborato. I corsi, erogati in streaming on line, sono aperti persone occupate, anche nella PA,  e consulenti.

https://www.ticass.it

 

7 settembre 2020

 

 

Archiviato in:Formazione Contrassegnato con: ambiente, corsi finanziati, corsi gratuiti, formazione

3 Settembre 2020 da Michela Grana Lascia un commento

Le competenze come chiave per il reinserimento sociale e lavorativo

Due progetti europei che mettono al centro le competenze come strumento di reinserimento sociale dei detenuti

Nuove e solide competenze sono la chiave per il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti per i progetti “Skills for Freedom”, promosso da Arci Liguria e concluso, e “3Djail-Printing the future”, promosso dalla Bottega Solidale di Genova e ancora in corso, entrambi finanziati da Erasmus+ e realizzati con un ampio partenariato europeo.

Questi progetti si focalizzano sia sullo sviluppo di competenze degli operatori delle associazioni che operano nei penitenziari sia su quelle dei detenuti stessi, il primo concentrandosi su competenze artistiche e artigianali, il secondo su competenze tecniche piuttosto all’avanguardia (stampa 3D).

Lasciando ai relativi siti l’illustrazione di tutte le attività e i risultati dei progetti, qui mi interessano due argomenti: le soft skills e la certificazione delle competenze.

Anche se non erano al centro dei progetti, seppur citate negli obiettivi, le soft skills sono emerse come elemento imprescindibile e cruciale per l’inclusione sociale e lavorativa. In particolare, nelle proposte formative più legate al mondo artistico, è emerso come le soft skills venissero sviluppate attraverso di esse e come fossero complementari per l’apprendimento, ma soprattutto l’esercizio, di quelle più tecniche.

Tuttavia, si è riproposta la problematica della definizione, valutazione e riconoscimento di queste competenze che conducono al secondo punto: la certificazione, delle competenze professionali e delle soft skills.

In questi progetti risulta chiaramente l’importanza di un riconoscimento delle competenze, possibilmente “trasferibile” ossia riconosciuto dai diversi sistemi e nei diversi paesi, che si scontra con la frammentazione dei sistemi sia a livello nazionale che europeo. Al riconoscimento tra sistemi si aggiunge quello del mercato del lavoro: l’importanza delle competenze è dichiarato da ogni parte, ma non è così direttamente legata alle certificazioni.

Si spera che con l’impegno e l’indirizzo europeo (cfr. strumenti di trasparenza europei https://ec.europa.eu/ploteus/documentation, tra cui ESCO https://ec.europa.eu/esco/portal/home) aumentino e si semplifichino le modalità per il riconoscimento delle competenze acquisite sia in ambito formale che in quello informale e non formale.

Link ai progetti

http://www.skills4freedom.eu/

https://3djail.eu/it/

 

 

Archiviato in:Certificazione delle Competenze, Formazione Contrassegnato con: carcere, certificazione, competenze trasversali, detenuti, formale, informale, jail, soft skills

  • Pagina 1
  • Pagina 2
  • Pagina 3
  • Vai alla pagina successiva »

Barra laterale primaria

Gli ultimi articoli

  • Attivazione: il primo passo per l’inclusione sociale
  • IL GREEN SARA’ DONNA?
  • Soft skills, transferable skills
  • Soft skills, skills for life, key competences for LLL
  • Competenze green e green Jobs: Rapporto Unioncamere Excelsior 2019

Footer

La valigia delle competenze

Lavoriamo per lo  sviluppo e il consolidamento del sistema di certificazione delle competenze, con le aziende e le singole persone,  attraverso progetti specifici, finalizzati a valorizzare le abilità e le conoscenze individuali, frutto del “viaggio” professionale e personale intrapreso da ciascuno.

Articoli recenti

  • Attivazione: il primo passo per l’inclusione sociale
  • IL GREEN SARA’ DONNA?
  • Soft skills, transferable skills
  • Soft skills, skills for life, key competences for LLL
  • Competenze green e green Jobs: Rapporto Unioncamere Excelsior 2019

Cerca nel sito

Contatti

info@valcompetenze.it

Copyright © 2026 · Valcompetenze