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La Valigia delle Competenze

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Nicoletta Piccardo

8 Marzo 2021 da Nicoletta Piccardo Lascia un commento

IL GREEN SARA’ DONNA?

In questa giornata di “festeggiamenti” viene da pensare al cuore della questione. Si festeggia un sesso contro un altro o si vuole portare alla luce il valore del “femminino” nel suo significato più autentico? Se guardiamo alle donne che hanno saputo davvero valorizzare le proprie competenze, avere successo, in tutti i campi, vediamo un aspetto particolare. Molto specifico. Le donne sanno aver “cura” meglio dei loro amici maschi. In senso ampio e generale. Uno sguardo orizzontale al contesto in cui vivono. Il green sarà donna?

AVER CURA

E’ indiscutibile che, anche in condizioni di “cura” forzata dalla necessità, dai vincoli, dal perdurante maschilismo, presenti in molti ambienti e culture, le donne non si sottraggono a questo duro e faticoso compito.

Nelle aziende, laddove abbiamo donne al “comando”, donne che non fingono di essere uomini, si assiste ad un cambiamento interno, ad un clima di maggiore attenzione e cura delle persone.

GREEN CARE

In questa giornata di “festeggiamenti”,  sorge quindi naturale l’augurio che le donne vogliano e sappiano impadronirsi del sapere e, conseguentemente, delle leve economiche e scientifiche per essere attrici nello scenario che si apre davanti a noi. Il “Green” è fatto di conoscenze, di strategie, di Recovery Plan, di risorse economiche, ma è sopratutto una questione di “cura” dell’ambiente che ci circonda, di mediazione tra interessi ed esigenze diverse,  di multitasking, di capacità visionaria. E le donne lo fanno meglio. Insieme a tutti gli altri, ma meglio..

 

 

 

 

Approfondisci

Rilanciare l’economia e l’occupazione in Italia

 

 

 

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3 Novembre 2020 da Nicoletta Piccardo Lascia un commento

Competenze green e green Jobs: Rapporto Unioncamere Excelsior 2019

“Un numero crescente di imprese è alla ricerca di profili professionali, da inserire in azienda, capaci di lavorare con strumenti e prodotti collegati all’ecosostenibilità. È una domanda trasversale che riguarda tutti i profili professionali”.

Parliamo quindi di competenze green e Green Jobs…

Di quali figure si tratta?

  • Green-Job high activation skills: sono Green Jobs per i quali viene richiesta un’alta attitudine green tale da innescare le competenze green a supporto della Green Economy come supplier (ad es. i tecnici e gli ingegneri meccanici, gli ingegneri edili e ambientali);
  • Green-Job low activation skills: sono professioni Green per le quali viene richiesta una minore attitudine green che non è in grado di innescare completamente le competenze che quindi hanno un rapporto con la Green Economy più da user e modestamente da supplier;
  • Other Job (O-Job) activation skills: non sono Green Jobs e quindi non possiedono le competenze in grado di essere dei supplier alle tecnologie legate alla Green Economy, tuttavia con vario grado sono degli utilizzatori di strumenti, regole e prassi utili a supportare un approccio green all’interno delle imprese

Sensibilità all’impatto ambientale

Dallo studio, pubblicato a luglio 2020,  emerge come  la richiesta di attitudine al risparmio energetico e la sensibilità alla riduzione dell’impatto ambientale delle attività aziendali venga ritenuta necessaria per l’assunzione per l’80,5% delle assunzioni di Green Jobs previste dalle aziende e di elevata importanza per il 38,9%. Inoltre, tali valori non sono molto distanti da quanto registrato per le professioni non green, per cui l’attitudine green è necessaria per il 78,5% e richiesta con grado elevato per il 37,9%. Questo risultato rispecchia la pervasività delle competenze legate alla sostenibilità ambientale che vengono richieste sempre più frequentemente a tutte le figure professionali.

In analogia con quanto registrato per le altre professioni, le soft skills soft skills e competenze chiave sono le competenze maggiormente richieste. La flessibilità e l’adattamento sono ritenute molto importanti per il 65% delle assunzioni relative alle professioni “verdi”, seguono la capacità di lavorare in gruppo con il 49,5%. Il dato interessante è il forte collegamento tra il possesso di tali competenze e la competenza “green” come se questa fosse un anello di congiunzione fra le competenze “soft” e quelle “hard”, fra ciò che è trasversale, e quindi adatto e necessario a tutte le professioni, e ciò che è più specifico per alcune anziché per altre.

Fabbisogni occupazionali green jobs

Dal Rapporto emerge come nel 2019 i fabbisogni occupazionali programmati dalle imprese abbiano coinvolto circa 1,6 milioni di occupazioni green, pari al 34,7% delle entrate totali mappate dall’Indagine Excelsior.

In particolare, le incidenze maggiori di flussi di Green Jobs per l’industria si rilevano nella meccanica (84,4%), nelle costruzioni (82%), nelle public utilities (80,7%), nella metallurgia (78,4%) e nelle industrie elettriche ed elettroniche (76,8%). Inoltre, si segnala come il settore delle costruzioni assorba il 19% delle entrate di professioni Green, pari a 305mila unità nel 2019. Questa tendenza nel settore delle costruzioni sarà sicuramente aumentata dall’intervento statale del Superbonus 110% previsto dal Decreto Rilancio post emergenza Covid.

Per quanto riguarda i servizi, i trasporti e la logistica presentano l’incidenza più elevata di entrate di personale green, il 71,1%, richiedendo oltre 258mila unità tra i Green Jobs, ben il 16,1% del totale. Infatti, il settore dei trasporti sarà sempre più strategico per la Green Economy considerando le attività legate all’aumento dell’efficienza e/o alla riduzione dell’impatto ambientale di vari modi di trasporto, inclusi autotrasporti e trasporto di massa.

La difficoltà di reclutamento di personale idoneo sembra essere un aspetto caratterizzante per i Green Jobs, riguardando il 33,8% delle entrate programmate di questo gruppo, contro il 22,4% delle altre professioni.

I risultati del Sistema Informativo Excelsior per il 2019 mettono in evidenza quindi  che l’attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale ricopre un ruolo molto importante nelle richieste delle imprese: al 79,2% dei 4,6 milioni di entrate programmate dalle imprese, vale a dire per 3,7 milioni di posizioni, la competenza green è considerata necessaria per svolgere la propria professione, e per il 38,3% delle entrate totali, vale a dire 1,8 milioni di posizioni, il grado di importanza di questa competenza è considerato elevato.

Impatto Green Economy sullo sviluppo delle competenze

È dunque sempre più importante capire  l’impatto della Green Economy nelle richieste  poste dalle imprese sia in termini di figure professionali maggiormente interessate che di livelli di istruzione e formazione ricercati per le nuove entrate. Ciò che emerge dalla lettura complessiva dei dati del Sistema Informativo Excelsior è che la Green Economy richiede sempre più a tutte le figure professionali competenze e abilità specifiche – green skills – capaci di corrispondere pienamente alla sfida di cogliere le opportunità offerte dalla riconversione in chiave sostenibile del sistema produttivo. Il cambiamento che sta investendo il mercato nel lavoro non riguarda tanto la creazione e/o attivazione di nuovi Green Jobs, quanto la richiesta di nuove abilità che interessano tutte le figure professionali (o almeno molte di esse), affinché sviluppino competenze nuove.

Professioni richieste

Tra le professioni alle quali le imprese richiedono competenze green con un grado elevato di importanza, si posizionano ai primi posti i “tecnici della produzione e preparazione alimentare” (70,7% del totale delle entrate programmate nel 2019), i “tecnici delle costruzioni civili e professioni assimilate” (69,4%) e i “tecnici della gestione di cantieri edili” (64,5%). Sono in tutto 16 le figure che si caratterizzano per una richiesta di competenza green con elevata importanza da parte delle imprese superiore al 50%.

Il fatto che per così tante professioni sia ricercata questa attitudine alla sostenibilità non solo evidenzia la trasformazione capillare di intere filiere – avvenuta o ancora in corso – ma anche un adattamento culturale che rivela come si tratti, a più livelli, di una trasformazione che va ben oltre il mercato del lavoro e del rapporto impresa-cittadini, che coinvolge la sfera degli stili di vita e degli interessi personali.

La Green Economy impatta quindi sul mercato del lavoro richiedendo specifiche competenze ambientali. In questo scenario, rivestono un ruolo centrale le politiche relative all’occupazione, alla formazione e all’aggiornamento delle figure professionali, necessarie per favorire e accompagnare una maggiore occupabilità di chi è alla ricerca del primo impiego, nonché la riqualificazione e riconversione della forza lavoro presente in azienda. Inoltre, i cambiamenti del mercato del lavoro sono così rapidi che richiedono un sistema di orientamento altrettanto reattivo. Più in generale, si rende necessario un cambio culturale rivolto verso lo sviluppo sostenibile, considerato che il passaggio verso un modello sostenibile avviene attraverso le persone, come dimostra anche l’elevata domanda di competenze green da parte delle imprese.

Necessità di percorsi formativi e di educazione ambientale

Il rapporto si conclude evidenziando la necessità, considerata la pervasività e la portata dei fenomeni in atto, di percorsi formativi di specializzazione per i nuovi Green Jobs e per il reskilling delle professioni “tradizionali”, ma anche di iniziative volte a  facilitare il cambiamento introducendo già dai primi gradi di istruzione l’educazione allo sviluppo sostenibile.

Per approfondire

rapporto Unioncamere Excelsior 2019 – competenze Green

O*NET Resource Center

 

 

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3 Novembre 2020 da Nicoletta Piccardo Lascia un commento

Soft Skills e competenze chiave: da dove nascono?

SOFT SKILLS FOR LIFE – ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’

Le “Soft Skills for Life” sono state pubblicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità  nel 1993, intese come le competenze/abilità necessarie per affrontare le sfide e le difficoltà generali della vita umana.

(Organizzazione Mondiale della Sanità, Bollettino “Skills for Life”, n.1, 1992)

ECCO LE SOFT SKILLS OMS

  1. Problem Solving che attiva la capacità di confrontarsi attivamente con i problemi e i conflitti, siano essi personali o relazionali, evitando di lasciarli irrisolti e di accumulare di conseguenza stress mentale e tensioni fisiche inutili.
  2. Creatività, che consente di attivare l’immaginazione per esplorare varie possibili risposte ai problemi di ogni giorno. Più in generale, è una risorsa necessaria ad affrontare il quotidiano con flessibilità e originalità, introducendo elementi di novità, sviluppando visioni capaci di andare oltre l’esperienza diretta e oltre il conosciuto.
  3. Pensiero Critico ossia la capacità di elaborare giudizi , su di sé e sull’ambiente, con obiettività e autonomia. Aiuta a riconoscere, discernere e valutare i fattori che influenzano le proprie idee, le scelte individuali e i comportamenti e ad assumere rispetto ad essi una posizione libera e consapevole.
  4. Comunicazione Efficace ossia l’abilità di esprimersi in modo chiaro ed efficace (quindi con congruenza fra messaggi verbali e non verbali) e in modo adeguato rispetto al contesto (quindi in diverse situazioni, in diverse culture). Significa saper esprimere opinioni e desideri, ma anche bisogni e sentimenti.
  5. Competenza Relazionale, ossia la capacità di relazionarsi con gli altri in modo costruttivo, creando e mantenendo relazioni positive e significative in ambito familiare e sociale. Questa abilità incide fortemente sul benessere psicofisico e sociale. E’ anche la capacità di porre fine alle relazioni in maniera costruttiva.
  6. Autoconsapevolezza intesa come la conoscenza di sé e il riconoscimento dei propri pensieri , del proprio pensiero, del proprio linguaggio, delle proprie azioni. E’ anche la conoscenza del proprio carattere, con i suoi punti di forza e di debolezza, è la capacità di riconoscere i propri vissuti, sentimenti bisogni, gusti aspirazioni. E’ la base per una relazione armonica con se stessi e con gli altri e un prerequisito indispensabile per tutte le altre abilità.
  7. Empatia, intesa come la capacità di ascoltare e di immedesimarsi negli altri per comprenderli nei loro sentimenti, pensieri, preoccupazioni e difficoltà. Contribuisce a migliorare le relazioni sociali ridimensionando le tendenze individualistiche e narcisistiche e favorendo l’apertura alla diversità e allo scambio, la disposizione al contatto umano e alla solidarietà.
  8. Gestione delle emozioni, ossia riconoscimento delle emozioni in sé stessi e negli altri, la capacità di regolarle in modo appropriato e la consapevolezza della relazione /distinzione tra emozioni e comportamento.
  9. Gestione dello stress, ovvero l’abilità di riconoscere le fonti di stress presenti nella vita quotidiana, di individuarne gli effetti su di sé e la capacità di regolare, dove possibile, il livello di tensione e attivazione.
  10. Capacità di prendere decisioni, intesa come la capacità di prendere decisioni in modo costruttivo, valutando le opzioni possibili, soppesando le conseguenze delle proprie scelte e assumendosi la responsabilità delle proprie sceltesui processi dell’istruzione e di apprendimento.

competenza

COMPETENZE CHIAVE IN EUROPA

Nel corso degli anni la suggestione OMS ha avuto un lungo percorso a livello europeo e nazionale fino a giungere alla pubblicazione nel 2018 dell’ “European Framework for Key Competencies for Lifelong Learning”  EUROPEAN FRAMEWORK e al continuo aggiornamento del Quadro ESCo, classificazione multilingue delle qualifiche, competenze, abilità e professioni in Europa, tra le quali anche le soft skills.  PORTALE ESCO

COMPETENZE CHIAVE IN ITALIA

In Italia le competenze chiave o soft skills sono state assunte dal Miur con il Decreto Ministeriale 139/2007  DECRETO MINISTERIALE MIURe sono descritte nel seguente modo:

ECCO LE COMPETENZE CHIAVE PER L’ITALIA

  • Imparare ad imparare: organizzare il proprio apprendimento, individuando, scegliendo ed utilizzando varie fonti e varie modalità di informazione e di formazione (formale, non formale ed informale), anche in funzione dei tempi disponibili, delle proprie strategie e del proprio metodo di studio e di lavoro.
  • Progettare: elaborare e realizzare progetti riguardanti lo sviluppo delle proprie attività di studio e di lavoro, utilizzando le conoscenze apprese per stabilire obiettivi significativi e realistici e le relative priorità, valutando i vincoli e le possibilità esistenti, definendo strategie di azione e verificando i risultati raggiunti.
  • Comunicare
    • comprendere messaggi di genere diverso (quotidiano, letterario, tecnico, scientifico) e di complessità diversa, trasmessi utilizzando linguaggi diversi (verbale, matematico, scientifico, simbolico, ecc.) mediante diversi supporti (cartacei, informatici e multimediali)
    • rappresentare eventi, fenomeni, principi, concetti, norme, procedure, atteggiamenti, stati d’animo, emozioni, ecc. utilizzando linguaggi diversi (verbale, matematico, scientifico, simbolico, ecc.) e diverse conoscenze disciplinari, mediante diversi supporti (cartacei, informatici e multimediali).
  • Collaborare e partecipare: interagire in gruppo, comprendendo i diversi punti di vista, valorizzando le proprie e le altrui capacità, gestendo la conflittualità, contribuendo all’apprendimento comune ed alla realizzazione delle attività collettive, nel riconoscimento dei diritti fondamentali degli altri.
  • Agire in modo autonomo e responsabile: sapersi inserire in modo attivo e consapevole nella vita sociale e far valere al suo interno i propri diritti e bisogni riconoscendo al contempo quelli altrui, le opportunità comuni, i limiti, le regole, le responsabilità.
  • Risolvere problemi: affrontare situazioni problematiche costruendo e verificando ipotesi, individuando le fonti e le risorse adeguate, raccogliendo e valutando i dati, proponendo soluzioni utilizzando, secondo il tipo di problema, contenuti e metodi delle diverse discipline.
  • Individuare collegamenti e relazioni: individuare e rappresentare, elaborando argomentazioni coerenti, collegamenti e relazioni tra fenomeni, eventi e concetti diversi, anche appartenenti a diversi ambiti disciplinari, e lontani nello spazio e nel tempo, cogliendone la natura sistemica, individuando analogie e differenze, coerenze ed incoerenze, cause ed effetti e la loro natura probabilistica.
  • Acquisire ed interpretare l’informazione: acquisire ed interpretare criticamente l’informazione ricevuta nei diversi ambiti ed attraverso diversi strumenti comunicativi, valutandone l’attendibilità e l’utilità, distinguendo fatti e opinioni.

Lo studio e la ricerca si sono occupate in modo continuo ed intenso di approfondire il senso e la reale applicazione di tali competenze, con un focus, ancora irrisolto, sulle metodologie di valutazione del loro possesso da parte degli individui.

LA COMPETENZA GREEN COME SOFT SKILL

La riflessione oggi si apre ad un’ulteriore competenza che appare talora come professionale e, in altri contesti, come trasversale.

Parliamo delle competenze “green” intorno alle quali si aprono gli scenari futuri. Si tratta di soft skills?

Leggi l’articolo  Competenze green e green Jobs

 

 

 

 

 

 

 

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6 Ottobre 2020 da Nicoletta Piccardo Lascia un commento

Manager e mentori per i millennials

Manager e mentori

“Millennials want to know that their work matters — they want to feel challenged, inspired and valued”. Un articolo di questa estate, nel pieno della “apparente liberazione” post Covid, aveva suscitato molto interesse  e commenti. L’articolo, di Sonali Verghese,  ci dice che i ” I giovani vogliono sapere che il loro lavoro importa (ha senso?) e vogliono sentirsi ingaggiati, inspirati e valutati. Una domanda si pone: il senso di ciò che si fa, il sentirsi ingaggiati, inspirati e valutati è un problema solo dei giovani o di tutti coloro che sentono di esprimere ed agire una competenza? o forse l’autrice ci vuole dire che le persone “diversamente giovani” hanno rinunciato a questi quattro orizzonti di comprensione del senso del loro lavoro?

Telemaco in attesa del ritorno

Manager

Il Dizionario Coletti ci dice che un manager è “persona che coordina un’azienda o un suo settore avendo spesso anche mansioni di direzione e organizzazione nei confronti dell’attività di altri e potere decisionale nella conduzione dell’impresa”

Mentore

Il Mentore, nome che ricorda il fidato precettore di Telemaco, figlio di Ulisse, indica invece un “consigliere saggio e fidato, cui è riconosciuta una sorta di autorità paterna”.

Abbiamo bisogno di mentori ?

Certo, abbiamo sempre più bisogno di consiglieri saggi e fidati, che grazie all’esperienza professionale e alla maturità umana possano accompagnare i nostri giovani nella loro crescita.  Guardando indietro, nella mia esperienza professionale, ne ho avuto molti. Questa è infatti la responsabilità degli adulti. Una competenza trasversale particolare che anche chi segue le attività di validazione e certificazione delle competenze deve assolutamente possedere.

Però….

Essere manager o mentori non dipende dal contenuto del lavoro. Un ottimo manager, se lo è per davvero, è anche un ottimo “mentore”. Desidera che i giovani imparino e crescano e non è geloso dei loro successi.  Un ottimo mentore potrebbe essere un pessimo manager perchè la crescita dei giovani dipende sempre dalla crescita dell’azienda in cui si lavora.

 Sul concetto di competenza
https://www.valcompetenze.it/wp-admin/post.php?post=612&action=edit
Leggi l’articolo completo di Sonali Verghese

https://medium.com/swlh/millennials-want-mentors-not-managers-7f35879c3061

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20 Settembre 2020 da Nicoletta Piccardo Lascia un commento

Il concetto di competenza: validazione e certificazione

La competenza
Il concetto di competenza

competenze

Il concetto di competenza è definito all’interno dell’Accordo Quadro Stato-Regioni del 20 dicembre 2012, assunto dalla Legge 92/2012 e trasferito poi nel citato  DLGs 13/2013.

La competenza è “la comprovata capacità di utilizzare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e personale”.

Cosa è la competenza?

La competenza, così come sopra definita, e senza entrare nel merito del dibattito scientifico, molto critico al riguardo, rappresenta il bagaglio che ciascun individuo costruisce e perfeziona in vari modi, attraverso processi di apprendimento formali, non formali e informali che ricordiamo sono rappresentati da:

Apprendimento formale

“apprendimento erogato in un contesto organizzato e strutturato, appositamente progettato come tale (in termini di obiettivi di apprendimento e tempi o risorse per l’apprendimento). L’apprendimento formale è intenzionale dal punto di vista del discente. Di norma sfocia in una convalida e in una certificazione”. Ancor più precisamente “per apprendimento formale si intende quello che si attua nel sistema di istruzione e formazione e nelle università e istituzioni di alta formazione artistica, musicale o coreutica, e che si conclude con il conseguimento di un titolo di studio o di una qualifica o diploma professionale, conseguiti anche in apprendistato a norma del testo unico di cui al Dlgs 167/2011 o di una certificazione riconosciuta ;

Apprendimento non formale

“apprendimento caratterizzato da una scelta intenzionale della persona, che si realizza al di fuori dei sistemi indicati al comma 52, in ogni organismo che persegua scopi educativi e formativi, anche del volontariato, del servizio civile nazionale e del privato sociale e nelle imprese”;

Apprendimento informale

“apprendimento che, anche a prescindere da una scelta intenzionale, si realizza nello svolgimento, da parte di ogni persona, di attività nelle situazioni di vita quotidiana e nelle interazioni che in essa hanno luogo, nell’ambito del contesto di lavoro, familiare e del tempo libero”

 

Un’Associazione nazionale si occupa di approfondire queste tematiche. Leggi qualcosa di più   sull’Officina delle Competenze

 

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7 Settembre 2020 da Nicoletta Piccardo Lascia un commento

Un’Associazione nazionale per lo sviluppo della certificazione delle competenze

Con Michela siamo socie di “Officina delle Competenze“, un’Associazione Nazionale che promuove la conoscenza  e gli scambi di  buone pratiche nell’ambito del Sistema Nazionale di Certificazione delle Competenze.

L’Associazione, promuove la diffusione della conoscenza e l’utilizzazione dello stesso sistema, attraverso:

  1. la predisposizione, realizzazione e pubblicazione di riviste o altre forme di pubblicazioni in formato cartaceo o elettronico, anche attraverso il proprio sito web, aventi per oggetto la certificazione delle competenze e la valorizzazione degli apprendimenti;
  2. l’organizzazione di eventi culturali, iniziative pubbliche, incontri informativi e formativi, convegni, seminari e dibattiti che servano alla promozione della cultura della certificazione delle competenze e la valorizzazione degli apprendimenti;
  3. la facilitazione dell’incontro e della collaborazione fra enti, istituzioni, attori del partenariato economico e sociale e gruppi di interesse che possa contribuire alla costruzione ed alla diffusione del sistema nazionale di certificazione;
  4. lo sviluppo di una rete nazionale e internazionale che condivida esperienze, procedure e casi studio sui temi della certificazione delle competenze e della valorizzazione degli apprendimenti.

L’Associazione non ha natura commerciale e non  persegue finalità di lucro.

Informati su http://www.officinacompetenze.org

 

Nicoletta Piccardo

settembre 2020

 

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